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A 100 anni dalla nascita di Don Lorenzo Milani, la scuola primaria a lui intitolata a Domodossola ha organizzato un convegno per riscoprire la figura del presbitero e pedagogo toscano, dotato di straordinaria levatura intellettuale e visionaria sensibilità.

L’aula magna dell’Istituto Marconi Galletti Einaudi ha ospitato l’incontro che si è aperto con i saluti della Dirigente scolastica della scuola primaria Milani, Patrizia Taglianetti, del dirigente del Marconi Galletti Einaudi, Gaudenzio D’Andrea, dell’Assessore alla cultura, Daniele Folino e di Monica Favro, referente dell’Ufficio Scolastico Provinciale.

A Domodossola seguendo Don Milani

Le docenti Caterina Brunelli e Sabrina Spadone hanno presentato insieme ad alcuni allievi la guida scolastica turistica “Domodossola…la città dei bambini”, risultato di un’esperienza di scrittura collettiva, seguendo la filosofia di Don Milani. Il testo realizzato dagli alunni delle Milani è una guida per chi vuole conoscere il capoluogo ossolano con gli occhi dei bambini stessi: «È un’attività di service learning realizzata dagli alunni seguendo il pensiero pedagogico del priore di Barbiana» hanno spiegato le insegnanti.

Il convegno

“Celebrazioni a cento anni dalla nascita”: questo il titolo del convegno, organizzato con il patrocinio del Comune di Domodossola e dell’Anpe Piemonte. In cattedra tre relatori hanno delineato, in modo preciso e approfondito, la figura del presbitero di Barbiana: Simone Consegnati, coordinatore e formatore di “Tuttoscuola” e docente universitario Lumsa -Roma, Paolo Usellini, Direttore dell’Ufficio Scuola della Diocesi di Novara e Presidente regionale di Anpe (Associazione pedagogisti italiani) e Don Andrea Mosca, parroco di Pernate.

Per Simone Consegnati il messaggio di Don Milani «è dirompente ancora oggi, parla alle coscienze e scuote. Oggi ci sono ancora troppi bambini esclusi dalla scuola o che la scuola non sa accogliere. Il fatto che ancora oggi si parli di lui significa che in Italia l’istruzione è importante ma c’è ancora molto da fare».

Don Andrea Mosca ha spiegato, nel suo intervento intitolato “Don Milani, prete tra obbedienza e profezia”, come egli sia conosciuto per essere un disobbediente obbediente: «oggi il tema dell’obbedienza potrebbe procurare anche qualche grattacapo; profezia perché è un uomo che ha aperto strade nuove».

Paolo Usellini ha ripercorso l’esperienza di Barbiana, considerata moderna ancora oggi: «Che cosa ci direbbe Don Milani, su questo momento storico così difficile dal punto di vista educativo e sociale? Ci direbbe innanzitutto di non tirarci indietro, di essere protagonisti della storia e non di viverla passivamente: innanzitutto di combattere per la verità, per l’aiuto nei confronti dei più deboli perché rafforza anche chi non lo è, e soprattutto perché una vita di comunità è ciò di cui noi abbiamo bisogno oggi nel post Covid».

Questo e altri servizi disponibili sull’edizione di venerdì 2 giugno, acquistabile in edicola o online.

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