Dalla grande letteratura americana al palco del Faraggiana, il passo è breve quando a farlo è Massimo Popolizio. Mercoledì 22 aprile, alle 21, l’attore porta in scena “Furore”, tratto dal capolavoro di John Steinbeck, per la stagione “Chiodi Storti”.
L’appuntamento è al teatro di via dei Caccia. Ideazione e voce di Popolizio, adattamento di Emanuele Trevi e musiche eseguite dal vivo dal percussionista Giovanni Lo Cascio.
La storia che porta in scena questo straordinario progetto – prodotto dalla Compagnia Umberto Orsini e dal Teatro di Roma Teatro Nazionale – affonda le radici in un episodio reale della storia americana.
Nell’estate del 1936 il San Francisco News chiese a John Steinbeck – autore tra gli altri di “Uomini e topi” e “Pian della tortilla” – di indagare le condizioni di vita dei braccianti che le devastanti tempeste di sabbia avevano strappato dalle pianure centrali degli Stati Uniti, soprattutto dall’Oklahoma e dall’Arkansas, spingendoli verso la California in cerca di lavoro e di un futuro. Da quell’indagine scaturì una serie di articoli; tre anni dopo, nel 1939, nacque “Furore”, uno dei romanzi più potenti della letteratura del Novecento.
Quello che andrà sul palco del Faraggiana non è però una semplice riduzione teatrale del libro.
È piuttosto il racconto di come Steinbeck trasformò quell’esperienza – giornalistica, umana, politica – in grande letteratura.
«E forse – spiega Trevi – non c’è un attore più in grado di Massimo Popolizio di prestare a questo potentissimo, indimenticabile “story-teller” un corpo e una voce adeguati alla grandezza letteraria del modello». Leggendo “Furore”, «impariamo ben presto a conoscerlo questo personaggio senza nome che muove i fili della storia», aggiunge Trevi. Nulla gli è estraneo: «conosce il cuore umano e la disperazione dei derelitti come fosse uno di loro, ma a differenza di loro conosce anche le cause di quel destino, le dinamiche ineluttabili dell’ingiustizia sociale», i legami tra le vicende dei singoli e il paesaggio, gli sconvolgimenti tecnologici, le incertezze del clima. Popolizio offre così la sua voce e il suo corpo in un tramite ideale tra la pagina di Steinbeck e il pubblico.
Il controcanto sonoro è affidato alle percussioni di Giovanni Lo Cascio, eseguite dal vivo in un caleidoscopio di suoni che accompagna e amplifica la narrazione.
I biglietti sono platea e palchi: intero 28 euro, ridotto 23 euro. Galleria: intero 22 euro, ridotto 17 euro. Disponibili online sul sito del Faraggiana e anche in teatro.