Nel panorama letterario italiano, la saggistica femminile è spesso trascurata e poco valorizzata. Ma il Premio Lesa per la saggistica femminile ha deciso di invertire la rotta, dando spazio e voce alle autrici che scelgono di raccontare il mondo attraverso l’analisi, la ricerca e la riflessione. In attesa della cerimonia di premiazione che si terrà domenica 1° giugno alle 18.00 nel salone della Società Operaia di Lesa, le giurate del Premio Lesa – Luisa Ciuni, Elena Mora, Nicoletta Sipos, Manuela Sasso e Giulia Dusio – ci illustrano le ragioni e lo spirito di questa seconda edizione.”
Luisa Ciuni: “Far emergere il talento femminile nella saggistica”
Giornalista e scrittrice, Luisa Ciuni è anche critica di moda, è laureata in Filosofia della scienza con una particolare attenzione ai temi della sostenibilità e dell’etica. Per molti anni docente di Tecnica del giornalismo di moda allo Iulm e in diverse altre università italiane, caposervizio moda e poi caporedattore della cultura de “Il Giorno”, scrive per i supplementi patinati del gruppo Class editore. Ha pubblicato numerosi libri dedicati alla moda e alla sua storia e ha firmato con Elena Mora quattro volumi sui Windsor di cui è considerata una delle principali esperte in Italia.
“L’idea di istituire un premio per la saggistica femminile – racconta Ciuni – è nata dalla constatazione che, nelle classifiche e nei premi, le donne sembravano inesistenti. Sembrava quasi che non scrivessero o non studiassero. I premi andavano sempre agli uomini. Anche oggi la situazione non è migliorata di molto: basta leggere una classifica di vendite. In narrativa qualcosa si muove, ma per una donna arrivare tra i saggi più venduti o recensiti è molto difficile, a meno che non sia già un nome affermato o, come nel caso di Michela Murgia, non sia scomparsa. Il nostro obiettivo è proprio quello di invertire questa tendenza e dare spazio a chi merita, non solo a chi è già noto”.
Elena Mora: “Per le donne, far sentire la propria voce è ancora una sfida”
Giornalista, firma storica di Diva e Donna, e autrice di oltre trenta libri, è un altro pilastro della giuria. Da sempre attenta alla rappresentazione femminile nel mondo dei media, Mora racconta le difficoltà che le donne incontrano nel campo della saggistica. Cura il blog www.unamoredinonna.it con consigli su tv, mostre, viaggi, cucina
“La prima sfida per una donna che vuole emergere in questo settore – spiega Mora – è quella di farsi rispettare. Ancora oggi, se un uomo entra in una stanza è l’Ingegnere o il Dottore, mentre una donna è semplicemente chiamata con il proprio nome. È un retaggio culturale che fatica a scomparire. Ma il mio consiglio a una giovane autrice che desidera intraprendere questa carriera è di non cedere. Se si crede nella propria idea, bisogna bussare a tutte le porte possibili e non accettare un no come risposta. La competenza resta fondamentale: che si parli di temi scientifici, storici o biografici, è necessario documentarsi, studiare e trovare il tono di voce giusto per raccontare una storia in modo coinvolgente”.
Nicoletta Sipos: “La saggistica femminile sta crescendo, ma la strada è ancora lunga”
Giornalista con oltre cinquant’anni di carriera, ha collaborato con testate come Il Giorno, Avvenire, Gente e Chi. Autrice di romanzi storico-biografici, ha raccontato storie di amore e resistenza attraverso titoli come La promessa del tramonto (Garzanti, 2016), ispirato alla storia dei suoi genitori durante la guerra, La ragazza con il cappotto rosso (Piemme, 2021) e La guerra di H (Piemme, 2023). Attualmente firma la pagina dei libri del settimanale Chi, un impegno che considera un perfetto alibi per continuare a leggere e incontrare autori straordinari.
“Il Premio Lesa – dice Sipos – è un’importante opportunità per dare visibilità alla saggistica femminile, ma siamo consapevoli che non basta. Non ci illudiamo di spalancare porte, ma speriamo almeno di incoraggiare e stimolare la lettura di saggi scritti da donne. E devo dire che negli ultimi anni si nota un leggero miglioramento: ci sono più autrici che scelgono di cimentarsi con la saggistica e alcune riescono a trovare il proprio pubblico. Fare rete è essenziale: noi lo stiamo facendo, grazie anche alla collaborazione con Soroptimist e Lesa Web Radio, che ci aiutano a dare risonanza al nostro lavoro”.
Manuela Sasso: “Un premio ideato da donne e per le donne”
Giornalista di lungo corso per “Diva e Donna”, porta il suo contributo con uno sguardo attento alla comunicazione e al ruolo femminile nel mondo dell’editoria.
“Senza nulla togliere ai giurati uomini – osserva Sasso – il Premio Lesa è stato ideato e creato da donne per dare spazio alle autrici. Non si tratta di chiudersi in una torre d’avorio, ma di invertire una tendenza che per anni ha visto gli uomini dominare il panorama dei premi letterari. Vogliamo dare un segnale forte e contribuire a una maggiore equità di genere anche nel campo della saggistica, un settore che, purtroppo, resta ancora poco accessibile per le donne”.
Giulia Dusio: “Le donne non abbassano mail lo sguardo”
Con oltre vent’anni di esperienza nel giornalismo, ha collaborato con importanti testate nazionali e internazionali, tra cui Il Mondo – Corriere della Sera, Bloomberg Businessweek e The Japan Times. Ha curato la comunicazione di eventi di rilevanza internazionale. È direttrice di Lesa Web Radio, la prima web radio comunale del Nord Italia, un progetto che coniuga comunicazione istituzionale e innovazione sociale.
“Abbiamo fatto tanti passi avanti per l’emancipazione femminile – commenta Dusio – ma in questi ultimi anni stiamo assistendo ad un nuovo tentativo di mortificare le donne, forse perché incutono timore per la loro perseveranza e perché non abbassano mai lo sguardo.
Proprio per questo, oggi più che mai, il Premio Lesa per la saggistica femminile assume un ruolo fondamentale. È un megafono per quelle menti rivoluzionarie che continuano a scrivere saggi sorprendenti, affrontando temi che spaziano dai diritti civili alla storia, dalla cultura alla società. È un’occasione preziosa per dare voce a chi non smette di raccontare il mondo con uno sguardo profondo e audace.”