Il Castello di Novara ha inaugurato venerdì il nuovo Museo archeologico, chiudendo un capitolo lungo quasi vent’anni, per la precisione 18: da quando le vecchie sale al Broletto furono smantellate, i reperti erano rimasti negli scatoloni. Il percorso espositivo punta sull’innovazione — con postazioni tridimensionali e contenuti multimediali — e vuole fare del castello l’hub culturale della città (foto Alessandro Visconti).
Il sindaco Alessandro Canelli ha parlato di un tesoro restituito alla comunità: dei circa 1.900 reperti custoditi nei depositi di Biandrate, più di 400 sono stati selezionati dal comitato scientifico per l’esposizione al pubblico.
L’opera, cofinanziata al 30%, è per Canelli il primo passo verso un grande polo culturale al castello, destinato a diventare sede degli eventi cittadini. L’assessore alla Cultura Luca Piantanida ha ringraziato chi ha lavorato in silenzio per anni per rendere possibile l’apertura. “Oggi – ha detto il primo cittadino – facciamo un passo importante grazie a questa apertura. Un’inaugurazione che ci consente di riscoprire la nostra storia e condividerla con i giovani, con le nuove generazioni”.
Un museo che si mostra in un percorso interamente rinnovato. Tanto negli allestimenti quanto nel progetto espositivo.
Nelle teche esposte nel museo si trovano reperti provenienti da collezioni private donate al Comune.
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