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Nella serata di ieri, 8 maggio, la comunità di Intra si è riunita per celebrare la festa di San Vittore. Una festa che – dopo il San Vittore Day per i ragazzi, la Notte bianca per i giovani del 5 maggio e la grigliata con i tornei per le famiglie in oratorio il 6 maggio – si è conclusa dopo la Messa solenne presieduta dal vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla, la benedizione del lago e i fuochi d’artificio.

«In questi anni la festa patronale dell’8 maggio ha registrato diverse novità». A sottolinearlo è il prevosto di Intra, don Costantino Manea, che richiama l’importanza di questo evento all’interno del cammino annuale della città e, nel contempo, traccia un bilancio del suo ministero decennale al servizio della comunità di Intra. «L’aver spostato la solenne messa dal mattino alla sera – afferma don Manea – ha permesso una maggiore partecipazione di persone, così come suggestivo è il fatto che in processione venga portata anche la statua del santo patrono e non solo la croce con la reliquia».

Altra novità degli ultimi anni sono stati i fuochi d’artificio sul lago. «Il grazie – ricorda don Costantino – va al Comune che promuove questo momento finale, con cui si chiudono i festeggiamenti la sera dell’8 maggio. La festa patronale vuole essere sempre più un appuntamento che unisce le nostre diverse comunità parrocchiali cittadine e in modo più esteso tutta la cittadinanza verbanese. La presenza delle autorità civili e militari diventa un segno di questa compartecipazione ed è anche l’occasione per rivolgere loro il grazie per il servizio che offrono alla città, rendendola più sicura, più attraente e più prospera».

Accingendosi a celebrare la festa patronale, don Costantino ha chiesto a san Vittore «di aiutare la città a non chiudere il proprio cuore. Verbania ha dimostrato in questi anni, anche duramente segnati dalla pandemia, di aver sviluppato una buona rete di solidarietà, grazie a tante forme di volontariato. A san Vittore domando di aiutarci a proseguire in questo solco. Sarebbe bello che sempre più i nostri giovani si avvicinassero al mondo del volontariato, dando così speranza e futuro alla nostra città. Perché se è vero che Verbania ha scoperto negli ultimi anni la sua vocazione turistica, è anche vero che non dobbiamo dimenticare coloro che in città giungono per necessità, che qua vivono e che hanno bisogno di essere accolti».

LA RINNOVATA BASILICA

Il parroco don Costantino Manea ha accolto per la nona volta il Vescovo per la celebrazione della festa patronale. In autunno, poi, saranno dieci anni di presenza come prevosto di Intra. «Taglio questo traguardo – afferma – ringraziando il Signore per quanto vissuto insieme alla comunità. Sono stati anni intensi, caratterizzati da momenti senza dubbio ricchi di grazia, ma anche da momenti difficili, legati alla situazione pandemica».

Dovendo tracciare un bilancio, don Costantino richiama quattro luoghi simbolo, che raccontano questi dieci anni in città. «Il primo – spiega – è la nostra basilica, che oggi ammiriamo in tutta la sua bellezza e luminosità. Il percorso di restauro, intrapreso nel 2014, si sta finalmente concludendo. A giugno termineranno anche le opere esterne, poi resteranno solo le due cappelle laterali prese in carico dal Ministero. Credo che però il risultato sia già sotto gli occhi di tutti. Non passa settimana, infatti, che fedeli e turisti, che qua giungono e si soffermano a pregare o ammirare la basilica, non nascondano un moto di meraviglia. Anche la recente collocazione del “Compianto” davanti all’altare del Crocifisso impreziosisce ulteriormente il percorso artistico visitabile in basilica».

L’IMPORTANZA DELLA CARITAS

Un secondo luogo che per don Manea è simbolo di questi dieci anni di cammino comunitario è il Centro d’ascolto Caritas con sede in piazza San Vittore. «Per me – confida – è un motivo di gioia il fatto che questo luogo, dopo un periodo di crisi, abbia ripreso con nuovo slancio il suo servizio a favore della nostra città. Il mercoledì e il sabato è attivo lo sportello d’ascolto, sempre il mercoledì è prevista la distribuzione di abiti, mentre da lunedì al venerdì, grazie al diacono don Luigi Avenoso e ai volontari, vi è la proposta del centro diurno per anziani».

LA PRESENZA DEI GIOVANI

Terzo luogo che richiama il senso del cammino comunitario è l’Oratorio. «Un grande grazie – afferma don Manea – va a don Riccardo Cavallazzi che segue in modo efficace la pastorale giovanile. La presenza attiva dei giovani nella nostra comunità è importante e il fatto che un buon numero tra loro parteciperà quest’estate alla Giornata mondiale della gioventù con papa Francesco diventa non solo motivo di soddisfazione, ma anche speranza per la ventata di grazie che sapranno al ritorno trasmettere a tutti noi».

IL SERVIZIO DELLA MATERNA

Il quarto luogo è la scuola materna parrocchiale. «Ci tengo molto a questa realtà – dice don Costantino – perché è un servizio importante che diamo alla città e al territorio, con il nido e con l’asilo. Lo dimostrano i numeri, sempre più in aumento. Si è passati, infatti, da sessanta a 108 bambini nell’ultimo anno. Questo ha comportato individuare nuovi spazi e trovare il personale. La spesa economica per la Parrocchia esiste, ma, ribadisco, il servizio avverto che è fondamentale per molte famiglie».

GUARDANDO AL FUTURO

La festa patronale e i dieci anni di ministero a Intra per don Costantino non sono solo un punto d’arrivo, ma son anche motivo per guardare al futuro. E i progetti non mancano, alla luce anche del ruolo di moderatore dell’Unità pastorale missionaria.
«A san Vittore affido le nostre realtà parrocchiali – dice don Costantino. – Il cammino intrapreso in questi anni possa proseguire e dare i suoi frutti. Non sempre è facile, perché arriviamo da storie ed esperienze diverse. Ma credo che quanto fin qua già avviato, sia un buon inizio per il futuro della nostra città e del territorio che le fa da corona».

Gli articoli dedicati alla Festa di San Vittore di Intra sul nostro settimanale in edicola venerdì 12 maggio e disponibile anche online.

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