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Un progetto ambizioso per il quale servirà cercare adeguati finanziamenti, ma che, se dovesse andare in porto, permetterà a Novara di tornare a dotarsi di un Museo Etnografico. Arrivando a riallestire il museo Ferrandi, i cui materiali sono conservati da 45 anni ai depositi museali di Biandrate. Uno spazio di cultura, dunque, inaccessibile al pubblico da quasi mezzo secolo. È l’idea dell’associazione “Novaresi per”, che riunisce i “Novaresi dell’Anno”. A promuovere l’iniziativa è Maurizio Leigheb, etnologo, viaggiatore, giornalista e documentarista.

Lo spazio per accogliere gli oggetti ora custoditi a Biandrate si troverà con la riqualificazione di Palazzo Faraggiana, che, al momento, oltre a ospitare il Museo di Storia Naturale, accoglie solo un ufficio. Nei depositi sono presenti oltre mille oggetti, donati alla città dai grandi viaggiatori novaresi dell’Ottocento e di inizio Novecento. «Il riallestimento, con nuovi criteri espositivi, del Museo Etnografico Faraggiana-Ferrandi, legato alle figure di vari viaggiatori e collezionisti del passato – spiega Leigheb – è un’iniziativa che assume particolare valore per le nuove generazioni di studenti, al fine di conoscere la storia dei
viaggiatori, collezionisti e mecenati novaresi protagonisti della felice stagione ottocentesca e degli inizi del ‘900 che ha plasmato la fisionomia artistica e culturale della nostra città».

Tra i viaggiatori novaresi Ugo Ferrandi, Alessandro Faraggiana, Guido Boggiani ed Enrico Verjus. I “Novaresi per” propongono di dedicare l’ala Ovest di Palazzo Faraggiana all’esposizione di questi pezzi, in maggioranza cimeli e suppellettili raccolti da Ferrandi nelle sue spedizioni nel Corno d’Africa…

Articolo completo e altre notizie si possono trovare, con altri approfondimenti dai territori della Diocesi di Novara, sul nostro settimanale, in edicola a partire da venerdì 24 maggio. Il settimanale si può leggere anche online, abbonandosi o acquistando il numero cliccando direttamente sopra qui.

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