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La prima guerra mondiale è stata una officina della storia. Il mondo che entra in guerra nel 1914 è ottocentesco, mentre e, solo 5 anni dopo, ne esce in pieno Novecento.

Così Novara, la sua provincia. Che paga un prezzo altissimo di caduti (milleduecento nel capoluogo) che solo negli anni Trenta vengono indicati – nome e cognome – in un Albo d’Oro.

La guerra ha mobilitato risorse e uomini, portato nelle nostre città e paesi soldati stranieri e, nei campi, prigionieri di guerra dalle più remote località dell’Impero tedesco e austroungarico.

Ha radicalmente mutato l’economia. Ha trasformato il ruolo della donna. Ha sconvolto destini e ridisegnato mappe, geografiche e personali.

Oggi quel conflitto appare lontano. La recente ricorrenza del Centenario è stata occasione per scoprire e attualizzare molti degli aspetti sociali, politici, economici di quegli anni.

Rimane un lavoro civile importantissimo da fare: quello dell’indagine sui Caduti di quel conflitto, ridando loro uno spessore biografico e civile.

Solo una paziente ricerca a livello municipale può recuperare volti, nomi e biografie di soldati che, al momento, restano ancora – ingiustamente – senza memoria.

L’articolo integrale, con le notizie dal territorio della Diocesi di Novara sul nostro settimanale, in edicola venerdì 3 novembre. Il settimanale si può leggere anche online, abbonandosi o acquistando il numero che interessa direttamente qui.

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