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Alla vigilia di Pentecoste, sabato 23 maggio, la Chiesa di Novara si troverà nella basilica santuario di Boca per celebrare il conferimento del ministero di catechista, lettore e accolito ai laici della diocesi. «Durante la Veglia di Pentecoste a Boca i volontari delle parrocchie che riceveranno i ministeri saranno il segno di una Chiesa in cui laici e consacrati camminano insieme e desiderano farlo condividendo la responsabilità e l’impegno verso la comunità», spiega don Brunello Floriani, vicario episcopale per la pastorale della diocesi di Novara.

Un gesto che si inserisce nel percorso sinodale e richiama il tema della corresponsabilità tra sacerdoti e la comunità.

Come si inserisce questo momento nel cammino sinodale della Chiesa diocesana, anche nel segno della corresponsabilità con i laici e della collaborazione tra parrocchie?
«Questo è un gesto all’interno del cammino sinodale della nostra Chiesa, della Chiesa italiana e universale. Una Chiesa che vuole essere attenta ai laici e comprendere come la vitalità delle nostre parrocchie sia legata proprio alla corresponsabilità delle tante persone operative nelle comunità. I ministri laici vengono nominati come collaboratori dei sacerdoti e dei diaconi. È un segno di quello stile di partecipazione e collaborazione che il Sinodo ci sta chiedendo di vivere».

Come si colloca il conferimento dei ministeri nel Sinodo diocesano?
«Si inserisce nel percorso sinodale iniziato dalla nostra Chiesa e rafforzato dal cammino di questi anni, dal 2016 ad oggi. L’attenzione al laicato e alla figura della donna sono aspetti che arricchiscono la vita della comunità. Il vescovo, nel capitolo terzo della sua lettera pastorale, ha ribadito questa premura, chiedendo che ci siano figure laicali che possano aiutare i sacerdoti nella formazione e nella cura della catechesi e della liturgia».

I ministeri sono aperti anche alle donne.
«Il cammino sinodale ha ribadito più volte il ruolo delle laiche nel cammino della Chiesa. L’apertura alle donne dell’accesso ai ministeri è un riconoscimento importante: le donne esercitano ruoli importanti e contribuiscono attivamente alla vita liturgica e pastorale delle comunità. È un’attenzione che nasce dalla consapevolezza che tutti i battezzati e le battezzate hanno ricevuto il dono dello Spirito e sono chiamati a metterlo a servizio della comunità».

Quante sono le persone che riceveranno il ministero?
«Saranno 31 laici e laiche che vivono nella propria comunità un percorso di formazione, partecipazione, servizio e discernimento. È un passo dentro un cammino che hanno cominciato a percorrere e che proseguirà».

Perché proprio alla Veglia di Pentecoste?
«In questo mese di maggio non c’era occasione più significativa. Durante la Veglia di Pentecoste, un momento di preghiera diocesano con il vescovo, saremo riuniti ricordando il dono dello Spirito ricevuto da tutti nel Battesimo. Siamo invitati a essere insieme testimoni del Risorto».

L’occasione è anche quella di fare un bilancio del Sinodo. A che punto siamo, nella diocesi e nella Chiesa italiana?
«Il Sinodo continua nel cammino delle nostre comunità, attraverso la valorizzazione delle responsabilità condivise con i laici. A livello diocesano penso al lavoro delle Upm e alla costituzione del Caep e del Consiglio pastorale parrocchiale, che ogni comunità è chiamata a formare entro il 25 ottobre. A livello nazionale, la Cei ha costituito un grppo di lavoro che ci indicherà i temi su cui soffermarci per dare attuazione al Sinodo».

Nel settimanale in edicola venerdì 22 maggio, il servizio integrale con le notizie da tutto il territorio della Diocesi di Novara.  Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui.

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