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Giornata della Memoria. Cerimonia commemorativa questa mattina, venerdì 26 gennaio, a Novara, in piazza Santa Caterina, dove, nel gennaio di due anni fa, furono collocate due pietre d’inciampo.

Pietre per ricordare Giacomo Diena e lo zio Amadio Jona, che vivevano in città. Due novaresi deportati e uccisi nel 1943. Le due pietre d’inciampo sono state collocate proprio davanti alla porta della loro casa

Stamani, invece, è stato inaugurato il Totem della Memoria. Erano presenti il sindaco Alessandro Canelli, il prefetto Francesco Garsia, per la Provincia il consigliere Arduino Pasquini.

Con il “Totem della Memoria” si vuole ricordare tutte quelle persone che hanno perso la vita durante la Shoah. Obiettivo, tramandare la storia e il nostro passato e fare in modo che il Giorno della Memoria, che ricorre ogni 27 gennaio, non sia solo oggi, ma sempre.

Presente Mattia Busti, consigliere della Comunità ebraica di Vercelli per la sezione di Novara. A svolgere la
relazione storica è stata la professoressa Anna Cardano.

Intanto lunedì 29, al Convitto Carlo Alberto, sempre per la Giornata della Memoria, un evento per non dimenticare mai, rivolto agli studenti della scuola diretta da Nicola Fonzo e ai docenti.

L’appuntamento è in Aula Magna, dalle 11 alle 14. Un momento di riflessione e letture a cura degli studenti del Liceo Scientifico, coordinati dai rappresentanti di Istituto e da alcuni insegnanti della scuola.

Gli studenti delle classi quarte che sono stati in visita ai campi di concentramento, accompagnati dal professor Matteo Pozzi, racconteranno la loro esperienza e le loro emozioni.

A seguire verranno letti, sempre a cura di studenti e studentesse del Liceo, brani dei seguenti protagonisti e testimoni della Shoah: Liliana Segre (1930), sopravvissuta all’internamento, Senatrice a vita, Etty Hillesum (1914-1943), scrittrice olandese ebrea vittima dell’Olocausto, Bruno Bettelheim (1903-1990), psicanalista austriaco ebreo, sopravvissuto all’Olocausto, Primo Levi (1919-1987), scrittore, chimico e partigiano italiano, sopravvissuto all’Olocausto, Sarah Helm (1956), giornalista britannica del «Sunday Times», autrice di un testo sul campo di concentramento di Ravensbrück, noto anche come «l’inferno delle donne».

Nel campo di concentramento femminile di Ravensbrück venne deportata, tra le tante, anche l’etnologa e storica Germaine Tillion (1907-2008), resistente francese scomparsa a 101 anni dopo essere sopravvissuta all’Olocausto e alla Guerra in Algeria. Di questa autrice si ascolterà un brano inedito in lingua italiana (tradotto da Chiara Pasetti), interpretato dall’attrice Lisa Galantini.

Germaine Tillion

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