Condividi su

Le classi della scuola secondaria di primo grado (ex scuola media) Pajetta del quartiere di San Rocco di Novara si trasferiranno presso la sede di via Rivolta.

Una situazione che aveva fatto molto discutere il quartiere con una raccolta firme di quasi 1000 persone per una zona che negli ultimi anni ha visto perdere anche molti servizi.

In Commissione il dirigente scolastico Simona Sironi ha spiegato le motivazioni «del trasferimento, non si tratta, ed è bene chiarirlo, di una chiusura».

«Il trasferimento arriva di pari passo al progetto “Io resto a scuola” – ha esordito l’assessore all’Istruzione Giulia Negri – Sta riscuotendo un buon successo e speriamo di replicare in altre scuole. Il plesso non resterà vuoto, anzi sarà rivitalizzato. Sarà posta attenzione all’utenza con l’obiettivo anche di riqualificare il quartiere San Rocco che sappiano essere un po’ in sofferenza».

«Abbiamo messo in atto i passaggi per il realizzare il polo unitario di scuola secondaria di primo grado Pajetta dando compimento al progetto unitario dell’I.C. Rita Levi Montalcini – ha spiegato la dirigente scolastica – attraverso la piena realizzazione dell’autonomia scolastica normativamente legittimata. Un iter avviato in modo graduale nel 2019/20, anno in cui l’Istituto si è riconfigurato quale realtà da qualificare come unitaria. L’intento è quello di coniugare la dimensione educativa-didattica-progettuale a compimento del percorso di progettazione partecipata che ha coinvolto nell’elaborazione l’intera comunità scolastica, le dimensioni gestionali/organizzative e l’organizzazione del servizio su 13 realtà scolastiche».

«Si tratta di un compimento della progettualità unitaria con azioni legate alla razionalizzazione degli edifici scolastici e qualificazione del polo unitario di scuola secondaria Pajetta con un ampliamento dell’offerta formativa pomeridiana e l’implementazione di progettualità. La decisione di trasferire le classi del corso C dal distaccamento di via Parini 4 nella sede centrale è stata formalizzata in modo congiunto da scuola e amministrazione lo scorso 4 gennaio 2022 attraverso un comunicato e reso noto all’intera comunità scolastica. Ribadisco che l’obiettivo sono l’ottimizzazione delle risorse umane e strumentali, la formazioni di classi equilibrate e un incremento di azioni progettuali condivise anche tra classi parallele agevolate dalla contiguità. Oltre a questo la valorizzazione di prospettive di apertura nel territorio e il potenziamento dell’offerta pomeridiana e l’attivazione di laboratori in forma strutturata».

«Razionalizzazione significa gestione ed ottimizzazione delle risorse umane, strumentali e fisiche. Non è pertanto una questione legata ai soli costi economici. Il quartiere di San Rocco ha un presidio scolastico, scuola dell’infanzia nello stesso edificio e dell’asilo che rappresenta il segmento formativo. La scuola secondaria di primo grado deve ritrovare unità fisica, spaziale e culturale. La depauperazione del quartiere e la sottrazione di servizi non è collegata allo spostamento della sede scolastico. Lo spostamento del corso C non equivale a misconoscere la storia del quartiere, a non considerare il legame della scuola con il territorio ma corrisponde a valorizzarne l’identità nel riconoscimento dell’altro al cambiamento e al nuovo. Dal 2020-21 è stato attivato un servizio bus navetta dedicato solo agli alunni della scuola secondaria che collega in modo esclusivo le due sedi San Rocco-Pajetta. Il progetto pomeridiano “io resto a scuola” potrà essere mantenuto nel presidio scolastico e consente di agganciare i ragazzi a contesti socialmente positivi contribuendo a mantenere favorevole l’assetto sociale quartiere».

Condividi su

Leggi anche

l'AZIONE

Azzurra Hockey Novara ha incontrato il vescovo

Fabrizio Frattini

Patentini
l'AZIONE

Patentini per un corretto uso dello smartphone: 3.382 consegnati a Novara

Monica Curino

Cavalcavia 25 Aprile richiude
l'AZIONE

Novara: il Cavalcavia XXV Aprile da lunedì 20 torna a senso unico

Marco Cito

Suor Carla
l'AZIONE

Il grazie di Novara a suor Carla Miloni dell’Ambulatorio di Pronta Accoglienza

Monica Curino